La risposta a questa domanda è: Dipende. Sebbene questa strategia di acquisto possa far risparmiare molti soldi, generalmente sconsigliamo le schede grafiche desktop usate. Ciò è particolarmente vero in periodi come questi, quando il rischio di ottenere una GPU danneggiata dall’uso di criptovalute è molto più alto. Le schede grafiche hanno molte parti mobili e sono facili da overcloccare. Queste due cose combinate le rendono una scommessa molto pericolosa: acquistando una GPU che ha lavorato per molto tempo sempre ad alte frequenze avremo una maggiore probabilità di vederla soccombere ad una morte prematura. Aggiungiamoci la brutalità dei normali carichi di lavoro da mining e quella probabilità potrebbe aumentare ancora più velocemente. 

Nvidia e Samsung GPU a 7nm

Detto questo, alcune circostanze possono trasformare una scheda grafica usata in una proposta meno rischiosa. È possibile acquistare da una persona fidata che afferma che la periferica non è mai stata utilizzata per il mining o chiede molto meno del valore della scheda in base alla sua “età”, tipo di utilizzo e frequenza d’uso.

Per quanto riguarda un laptop con una GPU dedicata, raccomandiamo ancor più cautela. Prima dell’ultimo boom del mining, optare per un notebook da gioco sarebbe stato un buon modo per aggirare i prezzi elevati delle schede grafiche desktop. Ma come riportato a febbraio da Tom’s Hardware, i miner hanno aggirato la scarsità di schede grafiche desktop acquistando molti laptop di fascia alta. Dunque non possiamo più fidarci di un notebook usato relativamente nuovo.

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Anche i notebook più vecchi non sono immuni da questo tipo di rischio di usura. In generale, i laptop hanno un design ancora più complicato di una scheda grafica desktop, ed è difficile sapere quanto siano stati spinti e come ciò abbia influito sulla durata della macchina. L’unico scenario su cui ha senso tirare i dadi è quando il tuo amico l’ha usato veramente solo per giocare, non l’ha spinto al massimo e sta chiedendo un prezzo di mercato equo.